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Crolla il titolo Evergrande (-11%), dopo flop vendita della divisione servizi

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Crollano in borsa a Hong Kong le azioni di Evergrande (-11%), scontano il flop della vendita a Hopson della divisione servizi. A sostenere la situazione del gigante ormai in default – che scatta, tecnicamente, il 23 ottobre – non basta lo slittamento di tre mesi del debito scaduto il 3 ottobre da 260 milioni. Mentre le autorità centrali rassicurano i mercati, la Banca Centrale cinese interviene con l’ennesima iniezione di liquidità nel sistema da 15,65 miliardi di dollari Usa (100 miliardi di yuan) di pronti conto termine. Il tasso di interesse per i reverse repo a sette giorni è stato fissato al 2,2%.

Profondo rosso a Hong Kong

Crollano in borsa a Hong Kong le azioni di Evergrande (-11%), colpa del flop della vendita a Hopson della divisione servizi. Le quotazioni della divisione Evergrande Property Services scendono di oltre il 6%, dopo essere scivolate in apertura fino a -9%.

La Banca centrale corre ai ripari e immette liquidità per 15,6 miliardi di dollari, seguendo una linea attivata da almeno due settimane di sostegno al network del credito cinese. L’intervento di emergenza non considera i guadagni realizzati dal settore immobiliare che in apertura di contrattazioni aveva incassato guadagni del 2% con punte più alte per China Resources Land (+ 9,6%) e Longfor Group Holdings (+7,9%) alle rassicurazioni del vicepremier Liu He e del vice governatore della banca centrale Pan Gongsheng, secondo cui i rischi nel mercato immobiliare sono controllabili e che il finanziamento del settore sta diventando normale. Entrambi hanno seguito il solco del Governatore Yi Gang che aveva definito la situazione di Evergrande “sotto controllo”.

Sunac China Holdings Ltd., Seazen Holdings Co., Poly Developments, Holdings Group Co. e China Vanke Co.China hanno ottenuto una boccata di ossigeno che non sembra destinata a durare.

Slitta scadenza di bond da 260 milioni

La concessione di mutui e prestiti per gli sviluppatori da parte delle banche sta, infatti, aumentando mentre si fa strada la politica del differimento del pagamento dei fondi da parte delle società immobiliari per l’acquisto di terreni.

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