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Marco Bizzarri, ceo di Gucci, investe nel fondo che fa crescere le Pmi

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È tra i manager della moda e in particolare dell’alta gamma più rispettati, ascoltati e forse invidiati al mondo: Marco Bizzarri, dal 2014 presidente e ceo di Gucci, aveva già orchestrato la crescita di Stella McCartney (nel 2007 portò il marchio al primo utile della sua storia) e di Bottega Veneta, di cui è stato presidente e ceo dal 2009 al 2014, triplicando il fatturato, arrivato in cinque anni a 1,1 miliardi . Dal suo arrivo in Gucci, la maison – che quest’anno festeggia i cento anni – è diventata la lepre del lusso e di Kering , il gruppo al quale appartiene: il fatturato in questo caso è passato da 3,9 miliardi del 2015, a 9,6 miliardi nel 2019 (il 2020 non è stato un anno facile neppure per Gucci, ma entro l’anno dovrebbero essere superati i livelli pre Covid). Forse ancora più importante dei risultati economici, nei giorni in cui si discute di emergenza climatica, il fatto che Bizzarri si sia posto ambiziosi obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale, che rendono Gucci uno degli esempi da seguire per cambiare l’industria della moda globale.

Sostegno alla filiera

Ma c’è anche un altro ambito – oltre alla corporate social responsibility – in cui Bizzarri e Gucci stanno lasciando il segno, assumendo il ruolo di capofiliera (nella foto qui sotto, Bizzarri insieme ad Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci). L’azienda sostiene da tempo le piccole (a volte piccolissime) e medie imprese che lavorano a vario titolo per Gucci, in particolare nella pelletteria nei distretti toscani. È probabilmente anche la consapevolezza di quanto sia importante il ruolo delle realtà meno conosciute – o perché piccole o perché giovani o perché localizzate a monte delle filiere – ad aver spinto Bizzarri a entrare in Orienta Capital Partners, società specializzata in investimenti in Pmi dall’elevato potenziale di crescita.

Ruolo di primo piano

Bizzarri entra nel capitale di Orienta come socio e sarà membro dell’advisory board della società, ruolo che si aggiunge a quello di membro del comitato esecutivo di Kering. «Orienta Capital Partners è una realtà in continua evoluzione e l’arrivo di un top manager del calibro di Marco nell’advisory board della società va proprio nella direzione di rafforzare la visione della squadra di manager e imprenditori che l’hanno fondata – spiega Augusto Balestra, socio di Orienta Capital Partners –. Grazie al suo intuito e alla sua esperienza il team potrà beneficiare di un contributo importante per continuare a creare valore nelle aziende in portafoglio, oltre che per approfondire e cogliere nuove opportunità di investimento in linea con la nostra identità».

Il portafoglio attuale

Orienta Capital Partners ha due sedi, a Milano e a Forlì; i soci, oltre a Balestra e Bizzarri, sono Giancarlo Galeone, Mario Gardini, Lorenzo Isolabella e Sergio Serra. Dal 2017, Orienta ha perfezionato dieci investimenti: Sidac (flexible packaging, recentemente venduta a Schur Flexibles Group), Bassini 1963 e Glaxi Pane (prodotti da forno surgelati), FA (Aeroporto di Forlì), Passione Unghie (cosmetica), Virosac e Rapid (sacchi per nettezza e conservazione cibo), Acqua Pejo e Goccia di Carnia (acque minerali), LMA (aerospace), New Penta (nutraceutica).

L’impegno personale di Bizzarri

Marco Bizzarri è sicuramente uno dei manager più pagati del settore (i suoi compensi milionari sono noti poiché Kering è una società quotata), ma ha dimostrato più volte di voler “restituire” qualcosa alla società (give back, come dicono gli americani). Legatissimo alle sue origini (Bizzarri è nato a Reggio Emilia nel 1962), nel marzo 2020, in piena emergenza sanitaria, fece una donazione personale di 100mila alla Ausl di Reggio Emilia, per aiutare la struttura a fronteggiare la crescita dei contagi dovuti alla pandemia in corso.

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