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Apple pianifica il ritorno in ufficio, ma ora i dipendenti vogliono lavorare da casa

E se tornare in ufficio, coi ritmi della vita pre-pandemica, non ci piacesse più? Nessuna sorpresa, perché pare sia proprio così. Succede ai dipendenti di Apple. Ma è immaginabile che sia un sentimento che accomuna un po’ tutti, nei contesti dove lo smart working – seppure con spigolature da limare e migliorare – ha dimostrato di funzionare. A Cupertino, addirittura sono arrivati a scrivere una lettera a Tim Cook, chiedendo un approccio più flessibile al lavoro.

A scrivere questa storia è il sito The Verge, che è venuto in possesso della lettera scritta dai dipendenti a Cook e alla direzione esecutiva di Apple. L’azienda, sta organizzando il ritorno in ufficio per i suoi dipendenti, dopo oltre un anno di smart working forzato a causa della pandemia.

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Negli Stati Uniti, la campagna di vaccinazione sta dando risultati straordinari. Il ritorno alla normalità sembra veramente un obiettivo concreto. Così Apple, come le altre aziende, sta pianificando il rientro al lavoro. In una nota inviata da Tim Cook ai dipendenti, appena qualche ora prima che scoppiasse questo caso, il Ceo ha esposto il piano: lavoro in ufficio il lunedì, il martedì e il giovedì, a partire dall’autunno, e lavoro da remoto per due volte a settimana.

«Nonostante quello che siamo riusciti a fare mentre eravamo a distanza, la verità è che abbiamo perso qualcosa di essenziale in questo ultimo anno: noi stessi. – ha scritto Tim Cook nel documento – Le videoconferenze hanno accorciato le distanze tra noi, di sicuro, ma ci sono cose che semplicemente non possiamo replicare».

Una scelta un po’ in controtendenza, rispetto a quella di altri giganti della Silicon Valley (come Facebook e Twitter) che hanno già annunciato la possibilità, per i loro dipendenti, di poter lavorare da remoto per sempre, anche dopo la fine della pandemia.

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