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Moda, calendario degli eventi a rischio: Armani, Cucinelli e Valentino rinunciano

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Il 2022 si è aperto in salita per il settore delle fiere che, dopo tanti mesi di inattività e cancellazioni, nell’ultimo quadrimestre del 2021 aveva iniziato a intravvedere l’uscita dal tunnel della pandemia. La diffusione della variante Omicron e il rapido aumento dei contagi stanno costringendo i quartieri fieristici e gli organizzatori delle manifestazioni (non solo in Italia, ma in tutta Europa e nel mondo) a rivedere i calendari dei primi mesi di quest’anno, rimandando i principali eventi alla primavera.

Il sostegno delle piattaforme digitali

Per la moda in particolare sembra un déjà vu: il settore fu il primo, a partire da febbraio 2020, a cancellare fiere ed eventi – o a spostarli in format digitale – e l’intero programma dei prossimi mesi appare esposto a molti rischi, dal Pitti di Firenze (a partire dall’11 gennaio sono in programma le manifestazioni dedicate a uomo, bambino e filati) alle fashion week di Milano e Parigi, passando per Mido (occhiali) e VicenzaOro.

Se da una parte il 2020 e il 2021 hanno accelerato la digitalizzazione di fiere e strumenti di lavoro (in primis i digital showroom e le campagne vendite in remoto), dall’altra il ritorno in presenza di manifestazioni chiave come i saloni Pitti di Firenze e quelli allestiti a Milano come Micam, Mipel, theOneMilano, White e MilanoUnica aveva fatto sperare in una “nuova normalità”, che integrasse gli strumenti digitali con gli incontri fisici, indispensabili per un settore come la moda.

La prudenza di Armani e Valentino

Giorgio Armani ha annunciato la cancellazione delle sfilate fisiche di gennaio, quella dell’uomo di Milano e quella dell’alta moda di Parigi. Davvero un déjà vu: alla fine della fashion week donna di febbraio 2020 lo stilista fu il primo a sfilare a porte chiuse, seguito da Moncler e Laura Biagiotti, innescando una reazione a catena che portò alla cancellazione di buona parte del calendario della settimana di Parigi, che tradizionalmente segue quella italiana. Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, l’associazione che organizza, tra le molte cose, le fashion week di Milano, si è detto dispiaciuto per la decisione di Armani, che però «comprende e rispetta». Rimandata ad aprile la presentazione del progetto Vintage di Valentino, inizialmente prevista dal 13 al 20 gennaio a Milano. Il calendario della Fashion Week di Milano, in programma dal 14 al 18 gennaio, prevede quasi 70 eventi, la maggior parte dei quali in presenza.

Camera della Moda: «Nei prossimi giorni possibili cambiamenti al calendario»

In una nota diffusa in serata, la Camera della Moda dichiara che «è possibile che nei prossimi giorni il calendario della Fashion Week possa prevedere alcuni cambiamenti in quanto, nella massima collaborazione coi brand che partecipano alla nostre settimane della moda e con la sempre massima attenzione alla situazione sanitaria complessa che il nostro Paese sta vivendo. Alcuni eventi che ad oggi non sarà possibile realizzare come originariamente immaginati, potranno essere annullati o posticipati». «Le Fashion Week di Milano – prosegue la nota – in questi anni di pandemia sono state riconosciute dagli addetti ai lavori, a livello internazionale, come quelle in cui si sono sentiti più sicuri e tutelati, anche grazie al nostro costante lavoro con le Istituzioni, in primis il Comune di Milano. È nostra intenzione proseguire in questa direzione, confermando una Fashion Week in presenza ed in sicurezza, che potrà essere seguita in tutto il mondo attraverso la piattaforma milanofashionweek.cameramoda.it»

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