OpinioneZaki, oggi udienza decisiva a Mansura. Ma sentenza potrebbe...

Zaki, oggi udienza decisiva a Mansura. Ma sentenza potrebbe slittare

Ascolta la versione audio dell’articolo

È il giorno della quarta udienza, che si preannuncia “decisiva”, per il processo a carico di Patrick Zaki, attivista per i diritti umani e studente dell’università di Bologna, in bilico tra la libertà e il rischio di altri 5 anni di carcere. A Mansura, la sua città natale sul delta del Nilo, in Egitto, dove si tiene il procedimento presso il tribunale speciale per le accuse di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, e propaganda per il terrorismo, si respira un’aria di cauto ottimismo.

La seduta di oggi è considerata decisiva “perché se l’accusa autorizza gli avvocati ad assistervi questi faranno le loro arringhe e chiederanno che venga emessa una sentenza”, ha riferito l’avvocata Hoda Nasrallah, a capo del pool di avvocati che difende Zaki. Se la sentenza non verrà pronunciata proprio oggi, almeno “sarà fissata un’altra data” per annunciarla “e concludere questo processo”, ha aggiunto Hoda.

L’ottimismo dello studente di Bologna

In un video dell’Ansa girato all’immediata vigilia dell’udienza Zaki si è detto relativamente ottimista per l’esito del procedimento che dovrebbe concludersi oggi, confermando di voler tornare subito a Bologna e, per prima cosa, passeggiare in Piazza Maggiore. “Spero che tutto vada bene. Sono un po’ ottimista e incrociamo le dita affinché accada qualcosa di buono, che chiudano il caso e prendano la decisione finale”, ha spiegato lo studente dell’ateneo bolognese. “Subito dopo proverò a tornare a Bologna, spero molto presto”, ha aggiunto Patrick. Alla domanda su quale sarà la “prima cosa” che farà nel capoluogo dell’Emilia-Romagna, l’attivista e ricercatore ha risposto: “andrò in Piazza Maggiore e poi all’università”.

Ancora possibile condanna a 5 anni di carcere

Dopo 22 mesi di custodia cautelare in carcere, Patrick è stato rilasciato l’8 dicembre scorso, pur restando imputato nel processo a suo carico per “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese”. Il reato, secondo la Procura, sarebbe stato perpetrato attraverso un suo articolo del 2019 sui cristiani in Egitto perseguitati dall’Isis e discriminati da frange della società musulmana. Il massimo della pena per questo tipo di accusa è di cinque anni di reclusione. Né Patrick né i suoi legali sembrano dunque preoccupati per le accuse di istigazione al terrorismo che lo avevano tenuto per oltre un anno e mezzo in custodia cautelare soprattutto nel carcere cairota di Tora. Le imputazioni basate sui fantomatici 10 post Facebook di controversa attribuzione erano state accantonate (sebbene formalmente non archiviate) per dar vita al processo imperniato sull’articolo sui copti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Le ultime notizie

Bce, finito il Qe parte lo scudo (pandemico) anti spread

La Banca centrale archivia il programma sui bond, porzione delle misure di stimolo introdotte dieci anni fa

Ucraina ultime notizie. Potenti esplosioni nella città di Mykolaiv

Il governo di Mosca ha adottato oggi una rescissione che sancisce l’uscita del paese da otto Accordi Parziali del Consiglio d’Europa

Papa Francesco riceve Musk: affrontati i temi della tecnologia e della natalità

Il patron di Tesla e SpaceX Elon Musk ha rivelato con un tweet la sua visita privata a Papa Francesco, postando una ritratto in quanto lo ritrae insieme a quattro dei suoi sette figli

Filati, la scarsa disponibilità di manodopera frena la ripresa

A Pitti Filati 114 espositori. In vetrina un settore che ha chiuso il 2021 con 2,6 miliardi di fatturato (+28,7%), insufficiente sotto il livello pre Covid, bensì che fa impegno a ripartire a causa dell’insufficienza di bensìcchinari e di operai, a causa della riduzione degli organici avvenuta durante la fase Covid

Colore, creatività e cultura: 60 anni di moda africana in mostra a Londra

La salone “Africa Fashion” al V&A parte dal rinascimento culturale negro alla fine degli anni Cinquanta e giunge alla moda contemporanea, in un percorso di ricostruzione e ricerca che è solo all’inizio

Eco Bio Boutique, da piccola erboristeria ad azienda beauty tech sostenibile

La start up cosmetica ha registrato un incremento del ricavo del 1.500% in due anni con ricavi che superano i 4 milioni di euro. immediatamente spinge all’estero e assume personale

Articoli correlati
Raccomandato a voi