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Ucraina-Russia
Il 7 marzo le forze armate russe hanno proseguito la loro offensiva in Ucraina, bombardando Charkiv, la seconda città del paese, e cercando di circondare la capitale Kiev. È stata annunciata l’apertura di alcuni corridoi umanitari per i civili e oggi è previsto un terzo ciclo di colloqui tra Kiev e Mosca. Secondo le Nazioni Unite, più di un milione e mezzo di ucraini hanno già lasciato il paese. Intanto, il 6 marzo più di quattromila persone che manifestavano contro la guerra sono state arrestate in Russia.

Danimarca
Il 6 marzo la premier socialdemocratica Mette Frederiksen ha annunciato che il 1 giugno si terrà un referendum per unirsi alla cooperazione dell’Unione europea in materia di difesa, revocando una clausola di esenzione che risale al 1992. È anche previsto un aumento delle spese militari. La decisione è stata presa in seguito all’invasione russa dell’Ucraina.

Siria
Quindici soldati sono morti il 6 marzo in un attacco condotto dal gruppo Stato islamico contro un autobus militare in una zona desertica vicino a Palmira, nel centro del paese. La notizia è stata data dall’ong Osservatorio siriano dei diritti umani. Secondo le Nazioni Unite, circa diecimila miliziani del gruppo Stato islamico sono ancora attivi tra Siria e Iraq.

Israele-Palestina
Il 6 marzo l’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso un palestinese che stava lanciando delle bombe molotov contro una postazione militare ad Abu Dis, in Cisgiordania. Il ministero della salute palestinese ha chiarito che la vittima è un ragazzo di 16 anni, Yamen Jaffal. Poche ore prima era stato ucciso un palestinese di 19 anni che aveva cercato di accoltellare dei poliziotti israeliani a Gerusalemme Est.

Yemen
Fonti governative hanno affermato il 6 marzo che due operatori umanitari dell’ong Medici senza frontiere, un tedesco e un messicano, sono stati rapiti da un gruppo armato nella provincia di Hadhramaut, nell’est del paese. Nella zona sono attive milizie jihadiste legate ad Al Qaeda.

El Salvador
Il 6 marzo circa duemila donne hanno partecipato a una manifestazione nella capitale San Salvador per chiedere la depenalizzazione dell’aborto e protestare contro i femminicidi. Nel paese l’aborto è vietato anche in caso di stupro, malformazione del feto e pericolo di vita per la gestante.

Guatemala
Secondo un’inchiesta condotta da venti mezzi d’informazione internazionali e presentata il 6 marzo, un’azienda mineraria russa con sede in Svizzera, la Solway Investment Group, ha mentito, in collaborazione con le autorità, sui danni ambientali causati in un’area naturale nel nordest del paese. Nel 2017 l’azienda aveva attribuito una grande macchia rossa nel lago Izabal alla presenza di alghe, ma in realtà si trattava di una perdita da un impianto per il trattamento del nichel.

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