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OroArezzo archivia l’edizione della ripartenza. Boom di buyer da nuovi mercati

L’industria orafa italiana fa un altro passo verso la riconquista di mercati e clienti spazzati via dalla pandemia, e lo fa ad Arezzo, sede di uno dei più importanti distretti del Paese.Dal 7 al 10 maggio, infatti, è tornata in presenza, a tre anni dall’ultima edizione, la storica fiera OroArezzo, organizzata da Italian exhibition group (Ieg).
Con un numero ridotto di espositori rispetto al passato (300 aziende tra gioielleria e tecnologia, quasi tutte italiane) e con i buyer ancora alle prese con le restrizioni Covid, il rischio di vedere pochi incontri e pochi affari era alto. Un rischio amplificato, tra l’altro, dall’affollamento di fiere internazionali negli ultimi tre mesi, da Dubai a Vicenza fino a Istanbul.
E invece le aziende hanno apprezzato l’edizione (la 41esima) della ripartenza, che si è tenuta in una fase di mercato tutto sommato positiva, nonostante le turbolenze legate alla guerra, all’aumento dei costi e all’oscillazione del prezzo dell’oro.

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