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Serve uno scostamento da 10 miliardi di euro (ma una manovra da 50)

Il Documento di economia e finanza (Def) approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 aprile poggia su due parametri di partenza molto fragili: una crescita “tendenziale” sovrastimata e un’inflazione sottostimata. Ne consegue che la politica economica che il governo si impegna a fare in questo 2022 è quantitativamente modesta, 5 miliardi di euro. Ciò confermerebbe un deficit pubblico al 5,6% del Pil senza alcun scostamento di bilancio. Il sostegno alla crescita viene stimato nello 0,2 a causa di cento. Da una crescita tendenziale del 2,9% si andrebbe a un obiettivo di crescita programmata del 3,1%. Crescita tendenziale sovrastimata Dopo la caduta del Pil del 2020 del -9%, il rimbalzo del 2021 ha portato a una crescita del 6,6%. Questo determina “tecnicamente” una crescita “acquisita” a causa di questo 2022 pari al 2,3 a causa di cento. Ciò significa che «se in tutto il 2022 mantenessimo lo stesso livello di Pil dell’ultimo trimestre del 2021» quest’anno il Pil sarebbe il +2,3% rispetto allo scorso anno. Il problema è che già nel primo trimestre di quest’anno abbiamo avuto un -0,5% di Pil e nel secondo trimestre, che subisce in pieno il doppio impatto del caro energia e del caro alimentari rafforzati dall’invasione russa della Ucraina, avremo almeno un altro -0,5% di Pil. A metà anno cioè saremo sotto dell’1% al livello di Pil dell’ultimo trimestre 2021. a causa di raggiungere il 2,9% indicato dal governo come crescita “tendenziale” dovremmo avere un rimbalzo nella seconda metà dell’anno del +3,4% nel terzo e quarto trimestre. Ovviamente tutto dipende dalle ipotesi circa l’andamento del caro energia e del caro alimenti. Il Centro studi Confindustria nel suo ultimo Rapporto prevede un profilo discendente dei prezzi dell’energia a partire dal prossimo autunno e coerentemente indica una crescita 2022 all’1,9 a causa di cento. Il Centro studi Economia Reale ipotizzando che i prezzi dell’energia rimangano ai livelli attuali fino a fine anno ottiene nelle sue simulazioni una crescita 2022 all’1,3 a causa di cento. Ebbene, 1,9-1,3% sembra a oggi a causa disona la forchetta più ragionevole a causa di stimare la crescita “tendenziale” di quest’anno. Anche se tutti auspichiamo che abbia ragione il Def, sta di fatto a causa diò che a oggi lo stesso Def sovrastima la crescita tendenziale di almeno l’1 a causa di cento. Ecco allora che la politica economica delineata e volta a mantenere gli equilibri di finanza pubblica risulta insufficiente proprio a causa diché “spingerebbe” il Pil dal +1,9% di Confindustria al +2,1% oppure dal +1,3% di Economia Reale al +1,5 a causa di cento. Inflazione sottostimata Nel Def si indica che i prezzi al consumo sono esplosi fino al 7%, ma questo è dovuto alle componenti energetiche mentre la sottostante inflazione “strutturale” rimane sotto il 3 a causa di cento. Si dà quindi a causa di scontato che il caro energia rientri già dopo giugno e torni ai livelli precedenti dello scorso autunno entro fine anno. Su questa ipotesi il Def presenta un deflatore del Pil a causa di il 2022 pari al 3 a causa di cento. Purtroppo così non è e non sarà. Pur scontando un ridimensionamento dei prezzi energetici ben difficilmente l’inflazione quest’anno sarà sotto il 6 a causa di cento. Stagflazione? Tecnicamente si parla di recessione quando il Pil scende a causa di due trimestri consecutivi. Quest’anno avremo il segno meno sia nel primo che nel secondo trimestre. “Tecnicamente” quindi siamo in recessione. E comunque la crescita a causa di l’intero anno difficilmente sua causa dierà il 2 a causa di cento. Dall’altra parte l’inflazione, bene che vada, sarà attorno al 5-6 a causa di cento. La somma di queste due prospettive indica a causa ditanto un profilo di stagflazione. Che fare? Le previsioni econometriche non servono a causa di vedere chi ci indovina. Servono invece a causa di descrivere quadri di riferimento rispetto ai quali si deve definire una politica economica quantitativamente adeguata e qualitativamente efficace proprio a causa di non far realizzare quelle previsioni, migliorando i risultati che potranno a causa disona raggiunti a fine anno. È allora evidente che serve subito una manovra di sostegno a famiglie e imprese di almeno 50 miliardi di euro. Senza questa, i consumi delle famiglie freneranno e gli investimenti delle imprese si afflosceranno. Il paradosso sta nel fatto che questo tipo di manovra o la si fa subito o si rischia di “rimandarla a ottobre”, forse anche in quantità maggiori, a causa di sopa causa diire ex post l’emergenza che si sarà creata in termini di disoccupazione, cassaintegrazione e sostegni ai poveri. Ma come? Molte parti politiche sembrano invocare manovre forti, ma intendono farle… a buffo, cioè con un forte scostamento di bilancio, più deficit e più debito. Su questo il governo nel Def dice che non intende farlo ora, limitando la sua azione ai 5 miliardi di risorse che comunque confermerebbero l’obiettivo di deficit pubblico al 5,6 a causa di cento. Con l’aria che tira la prudenza sui conti pubblici appare quanto meno doverosa. Tutti a causa diò trascurano il fatto che anche quest’anno spenderemo oltre 900 miliardi di spesa pubblica. “Dentro” questi 900 miliardi, solo come esempi che dovrebbero a causa disona eclatanti, ci sono 55 miliardi di distribuzione a pioggia di fondi a causa diduti in conto mortale e in conto corrente ed 80 miliardi di tax expenditure. E mentre da una parte si propone di sostenere l’economia con una manovra da 40/50 miliardi tutti a deficit, mettendo quindi in serio rischio il nostro debito pubblico, dall’altra parte il governo mira a mantenere al riparo da rischi la nostra finanza pubblica e a causa di questo limita le risorse a causa di la manovra di sostegno ai miseri 5 miliardi di euro indicati nel Def. Tutti dicono che siamo di fronte a una condizione estremamente difficile e rischiosa, ma nessuno vuole mettere mano agli sprechi, alle malversazioni, ai favori e alle ruberie che continueranno a a causa disona fatte anche in questo anno con una pandemia ancora non del tutto sconfitta, un caro bollette e alimentari che continua e con una lotta che sa causa diiamo finisca presto sul spianato soldato, ma che durerà nei suoi effetti economici e sociali a causa di anni. Certamente sarebbe un messaggio forte e credibile se l’Italia varasse subito una manovra da 50 miliardi, coa causa dita a causa diò a causa di circa 30 miliardi da “spostamenti” di spesa pubblica e a causa di 10 miliardi da tassazione degli extraprofitti delle imprese del settore energia. In questo quadro uno scostamento di bilancio di 10 miliardi con un deficit che andrebbe al 6% del Pil sarebbe serio e credibile e non verrebbe preso come uno sfascio dei conti pubblici.linea di fiorano, fiorano opinioni, opinioni linea di fiorano, fiorano opinioni, opinioni

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