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La strada di Carvico per la sostenibilità: «La cura dell’ambiente insieme a quella delle persone»

Ha un understatement britannico. O più semplicemente, lombardo, tipico di chi porta avanti una visione d’impresa e ha una cultura del fare, più che dell’apparire. Parliamo di Laura Colnaghi Calissoni, dal 2015 presidente del gruppo Carvico (che comprende anche Jersey Lomellina ed Eurojersey), leader di settore nella produzione di tessuti indemagliabili e a maglia circolare. Tessuti versatili, adatti a molti settori della moda e del lusso e dell’arredamento e sempre più sostenibili.

Carvico ha ricevuto tantissimi riconoscimenti, ma per Laura Colnaghi – Cavaliere del Lavoro dal 2018 – ogni traguardo, soprattutto in tema di sostenibilità ambientale e sociale, è solo uno stimolo per quello successivo. «Sento troppo spesso parlare di “impatto zero” e di rispetto dell’ambiente come priorità – spiega la presidente di Carvico, che ha sede nell’omonimo paese in provincia di Bergamo –. L’impatto zero non esiste e cercare di essere sostenibili non è semplice e comporta un profondo cambiamento della cultura aziendale e, last but not least, implica una possibile riduzione, almeno a breve, dei margini. Il percorso della sostenibilità è complesso, richiede investimenti ingenti in R&S da parte dell’intera filiera che non sono costi, ma basi per una crescita sana, con risultati trasparenti e certificabili».

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Tessuto Malaga di Carvico

Un equilibrio gestionale che Laura Colnaghi ha mantenuto persino durante l’annus horribilis del Covid, che ha colpito duramente l’intera filiera del tessile-moda e in particolare la parte a monte. Nel novembre 2020 il gruppo ha ricevuto l’alta onorificenza di bilancio Industria Felix-L’Italia che compete come una delle dieci migliori imprese italiane per performance gestionali e affidabilità finanziaria Cerved del settore moda.

Carvico nacque nel 1962, Jersey Lomellina nel 1977: in quasi 60 anni di vita ha continuato a creare tessuti usati soprattutto nell’abbigliamento sportivo e intimo e nello sportswear, oltre che per l’arredo e il tessile da bagno. Il gruppo da sedi commerciali in Asia (Shanghai e Hong Kong) e in America (New York e Los Angeles), ma la produzione è quasi interamente made in Italy; nel luglio 2020, in piena pandemia, Carvico aveva annunciato l’apertura di un nuovo reparto orditura, un tassello importante nella strategia di sviluppo perché permette una maggiore flessibilità e tracciabilità della produzione.

La sede di Carvico

«La sostenibilità ambientale e quella sociale devono avere la stessa importanza – aggiunge Laura Colnaghi –. Nel periodo di massima emergenza sanitaria, e sappiamo quanto l’area bergamasca abbia sofferto, siamo stati molti attivi sul territorio e vicini ai nostri dipendenti e alle loro famiglie in ogni modo possibile. Ma il rispetto per i dipendenti nelle sedi di Carvico in Lombardia è lo stesso che abbiamo negli stabilimenti in Etiopia e Vietnam e avere cura dell’ambiente in cui lavoriamo e viviamo è semplicemente un altro modo di avere cura delle persone».

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