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L’Europa si divide su come trattare con Putin – Pierre Haski

25 giugno 2021 10:16

Se Joe Biden può dialogare con Vladimir Putin, perché non dovremmo farlo anche noi? Questa, in parole povere, era la proposta che Berlino e Parigi avevano presentato agli altri paesi dell’Unione europea riuniti il 24 giugno a Bruxelles.

La logica poteva sembrare impeccabile, ma la realtà politica è diversa. La proposta a sorpresa di un dialogo tra i 27 e il presidente russo aveva cominciato a filtrare alla vigilia del Consiglio europeo, scatenando la collera dei paesi più esposti all’azione della Russia, ovvero i tre stati baltici e la Polonia.

Nonostante il loro peso nell’Ue, la Francia e la Germania, però, non sono riuscite a ottenere l’appoggio degli stati membri. Il vertice, concluso nella notte tra il 24 e il 25 giugno, ha deciso di adottare una linea dura. È stata una delle rare occasioni in cui Parigi e Berlino non sono riuscite a vincere. E i paesi del fianco orientale dell’Europa sono ostili a qualsiasi cosa somigli a una politica di pacificazione con Mosca, e hanno vissuto con fastidio la più conciliante posizione franco-tedesca.

Il presidente francese Emmanuel Macron lo ha spiegato arrivando a Bruxelles: “Non possiamo restare in una logica puramente reattiva rispetto alla Russia in un momento in cui assistiamo a una discussione strutturata tra il presidente Biden e il presidente Putin”.

Secondo Macron e Merkel la Russia è troppo importante per la sicurezza dell’Europa per essere ignorata

Sia Macron sia la cancelliera tedesca Angela Merkel riprendono in questo modo una linea di fondo delle rispettive politiche. Macron aveva tentato un’apertura nei confronti di Putin accogliendolo a Fort de Bregançon nell’estate 2019, ma il dialogo aveva avuto vita breve. Merkel, dal canto suo, segue la politica dei suoi predecessori, e ha categoricamente rifiutato di interrompere la costruzione del gasdotto Nord stream 2 con la Russia, anche nei momenti di massima tensione.

Parigi e Berlino proponevano di europeizzare questo tentativo di dialogo con Mosca, che finora non ha dato risultati, per creare un rapporto di forze più favorevole. I due leader ritengono che la Russia sia un paese troppo importante per la sicurezza dell’Europa per essere ignorato o emarginato.

La proposta è stata presentata nonostante i molteplici contenziosi. Gli argomenti di disaccordo non mancano, dall’annessione della Crimea nel 2014 alla vicenda Navalnyj del 2020 fino al sostegno accordato dalla Russia alla Bielorussia dopo il dirottamento di un aereo europeo per arrestare un giornalista dissidente, il mese scorso. La Russia si comporta ai confini dell’Europa come se quest’ultima non fosse una potenza. E bisogna riconoscere che non ha tutti i torti.

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I leader francesi e tedeschi sono stati punti sul vivo dal fatto che Biden, meno di sei mesi dopo il suo ingresso alla Casa Bianca, ha organizzato l’incontro di Ginevra senza fare concessioni sui temi cruciali e uscendone a testa alta. Ma gli Stati Uniti possono presentare argomenti da grande potenza che gli europei non hanno.

I 27 non sono ancora riusciti a dare la sensazione di unità e capacità di agire collettivamente che gli permetterebbe di essere rispettati da una potenza russa che oggi ragiona solo in termini di rapporti di forza. Del resto non è detto che la linea dura scelta a Bruxelles impressioni Putin e segni una vera svolta. La Russia è l’indicatore della vulnerabilità europea.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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