Opinione«Abbiamo ridato dignità e istruzione a migliaia di donne...

«Abbiamo ridato dignità e istruzione a migliaia di donne afghane. E ora? Nulla è perduto, tornerà il giorno»

Che sarà del futuro delle donne nell’Afghanistan dei Talebani? La domanda vale particolarmente per il sottoscritto che, con una piccola organizzazione, Arghosha Faraway Schools, ha cercato di promuovere l’educazione femminile nel Paese da 17 anni. Con poco meno di 3 milioni di dollari raccolti abbiamo finanziato la costruzione di 15 scuole (l’ultima nella foto in alto), creato 22 borse di studio universitarie, sostenuto programmi di alfabetizzazione per 2.000 donne adulte, corsi di qualificazione per 300 insegnanti, corsi di inglese e computer per decine di neo-diplomate.

Le scuole sono statali e laiche secondo il curriculum nazionale. Ospitano 7.000 allievi, di cui 5.500 ragazze dal grado 1 a 12 (da 6 a 18 anni, dalle elementari a fine liceo). Hanno uno staff di oltre 300 insegnanti. In tutto serviamo una comunità di 50mila persone nelle province di Bamiyan e Daikundi, nel centro dell’Afghanistan.

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La regione degli hazara

La maggior parte del nostro sforzo avviene in una regione popolata dall’etnia hazara, di confessione sciita ed etnia mongola, discendente dalle famigerate orde di Gengis Khan. Da quei tempi d’oro i loro destini sono andati precipitando e da oltre un paio di secoli sono una minoranza sottomessa, se non perseguitata, fino ai genocidi operati dai talebani nel 2000-2001 e culminati nella distruzione dei Buddha di Bamiyan perché considerati idoli dagli estremisti sunniti.

Abbiamo convogliato i nostri sforzi in questa regione perché la popolazione è la più sfavorita del Paese e l’area è stata assai stabile, garantendo un forte ritorno al nostro investimento. La gente è assai industriosa e le donne, contrariamente al resto del Paese, aiutano nei campi. Portano l’hijab e non il burqa e sono più emancipate. In tutti questi anni seguiti alla caduta dei talebani, gli hazara, che contrariamente alle etnie pashtun, tajike e uzbeke non disponevano di proprie armate, hanno puntato le loro carte sull’educazione.

Diciassette anni di lavoro

I risultati si sono visti e oggi gli hazara, donne in testa, occupano importanti posizioni nel mondo dei media, della pubblica amministrazione, sport, arte, perfino forze di polizia. La loro ascesa sociale è stata contrastata da numerosi attentati in gran parte dell’Isis, mirati a terrorizzare una etnia considerata di infedeli. Le immagini di sangue di tre mesi fa in una scuola femminile a Kabul hanno fatto il giro del mondo.

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