OpinioneEvergrande sull’orlo del default, sospese le contrattazioni a Shenzhen

Evergrande sull’orlo del default, sospese le contrattazioni a Shenzhen

Chi salverà Evergrande, il big del real estate indebitato e in profonda crisi da almeno un anno a questa parte? I profitti sono crollati del 29%, pari a 1,6 miliardi di dollari. Ma la resa dei conti è arrivata e il più grande tra la dozzina di big del mattone cinese è sull’orlo del default. Che rischia di trascinare nel baratro l’intero settore. A Shenzhen non è riuscito a onorare gli interessi sul debito corporate in scadenza nel 2023, il mattone ha in mano la metà del debito corporate offshore cinese. Difficile che lo Stato corra in soccorso, anche se la caduta di una società considerata “too big to fail” rischia di portare al collasso tutto il sistema immobiliare cinese.

La lettera al Governo di un anno fa

Smentita dalla società, la lettera serviva proprio a questo: a chiedere un aiuto in presenza di una crisi di liquidità che stava travolgendo l’intero settore, colpendo anche la dozzina dei big players, tra cui Evergrande.

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Le performance sono peggiorate: la borsa di Shenzhen ha dovuto sospendere le contrattazioni della società di Guangzhou sul titolo che è caduto a picco. Gli investitori, molti dei quali banche straniere, non si fidano più.

Con i tassi di interesse sulle obbligazioni cinesi ad alto rendimento emesse offshore in crescita al 13,3% la scorsa settimana, infatti, c’è da stare poco tranquilli.

Il picco di fine luglio era già stato del 14 per cento.

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